Pietra Ollare

La pietra ollare anche detta steatite o pietra saponaria è una roccia di origine metamorfica formatasi in ere molto remote (2-3 miliardi di anni fa), ed è composta prevalentemente da  talco, con la presenza in percentuali minori di magnesite e dolomite ed in piccola parte da clorite, calcite, pirite, anfibolo e magnetite.

Il termine “pietra ollare” viene comunque impropriamente utilizzato per identificare tutte quelle tipologie di “rocce tenere” come i talcoscisti, le serpentiniti e altre rocce ricche di talco.

Tali diverse tipologie si riflettono anche sul colore della pietra ollare che, in base alla maggiore percentuale di talco presente, può variare dal grigio chiaro con venature e macchie bianche, al bluastro, al verdastro ed al bruno rossastro.

Vista la presenza massiccia del talco, la pietra ollare risulta compatta  e tenera, quindi facile da lavorare anche con attrezzi semplici e con peso specifico elevato.

Le caratteristiche principali  sono:

  • resistenza alle alte e basse temperature
  • potere calorifico elevato
  •     conducibilità termica bassa
  •   inattaccabilità dagli acidi

Per queste peculiarità la pietra ollare trova impiego nella costruzione di stufe, caminetti ed accessori per la cottura dei cibi.

Dal 17° secolo nella parte centro-orientale della Norvegia e precisamente la zona di Gudbrandsdalen, dove nella città di Otta tutt’oggi è ubicata la fabbrica di stufe Granit Kleber 1893, si è sviluppata la lavorazione della pietra ollare per la costruzione di stufe e caminetti.

Un pò di storia

Vista la facilità di lavorazione la pietra ollare è conosciuta dall’uomo fin dai tempi preistorici e usata per la fabbricazione di clave, asce e picconi.

Con l’introduzione del bronzo (dal 1500 a.C.) la pietra ollare trovò largo utilizzo nella costruzione di stampi per le fusioni.

In età pre-romana (500 a.C.) venne impiegata in ampia scala nella costruzione di vasi e pentole.

Con l’avvento dei Vichinghi nelle zone del nord Europa le pentole ed i vasi in pietra ollare estromisero quelli in ceramica.

Nel Medio Evo arrivò il massiccio uso della pietra ollare in architettura, difatti parecchie chiese nei paesi Scandinavi sono costruite con tale materiale (Cattedrale di Nidaros a Trondheim – Norvegia).

L’uso della pietra ollare nella costruzione di caminetti e stufe risale alla metà del 1500 d. C..

La pietra ollare Norvegese

Caratteristiche

Peso specifico 2.820,00 kg/m3
Resistenza a trazione 14,5 N/mm2
Resistenza a compressione 15,0 N/mm2

La pietra ollare è largamente diffusa nel territorio norvegese ed essa possiede caratteristiche molto pronunciate di presenza di talco, quella utilizzata dalla ditta Granit Kleber AS 1893, per la costruzione delle stufe ne possiede dal 64% all’80%.

Il colore della pietra ollare norvegese si presenta grigio chiaro, il grado di durezza è pari a 1 della scala Mohs.

Resistente al calore con punto di fusione a 1550 °C.

Gli elementi principali della sua composizione chimica sono:

  • SiO2   46,35%
  • MgO 30,60%
  • Al2O3 3, 29%
  • CaO   3,53%
  • Fe2O3   3, 36%

Capacità di accumulo termico superiore di ben 3 volte e mezza
a quella dei comuni materiali refrattari.